giovedì 30 gennaio 2014

PER LA CASA SI SACRIFICA (ANCHE) LA PENSIONE



PER COMPRARE O RISTRUTTURARE, SONO IN AUMENTO LE RICHIESTE DI ANTICIPI DEL TFR E DEI FONDI INTEGRATIVI – Per coronare il sogno di acquistare casa, sistemare i figli, o anche solo quando è arrivato il momento di una ristrutturazione, si percorrono tutte le strade possibili. Compresa quella di sacrificare il denaro messo da parte per la previdenza integrativa o per la liquidazione. Sono in aumento, infatti, le anticipazioni erogate agli iscritti dai fondi pensioni e ai lavoratori che hanno scelto di lasciare i soldi del loro Tfr in azienda, utilizzate per comprare o ammodernare l’abitazione principale.
Si può chiedere fino al 75% del maturato (70% in caso di Tfr) per sé o per un figlio. I dati 2013 non sono ancora disponibili, ma il trend ormai consolidato. Un fenomeno interessante, soprattutto perché si è verificato negli anni in cui le compravendite sono andate incontro ad una battuta d’arresto. Basti ricordare il - 25% di scambi registrato dall’agenzia delle Entrate nel 2012.
“Crescono le richieste di anticipazione insieme a quelle di riscatto, perché le famiglie hanno bisogno di liquidità”, conferma Roberto Maglione di Assofondipensione, associazione di categoria dei fondi negoziali. “In effetti, se qualche anno fa registravamo 30-40 richieste al mese, oggi ne elaboriamo un centinaio”, conferma Stefano Aragona dell’ufficio contribuzioni di Cooperlavoro, il fondo negoziale delle cooperative. E l’ondata arriverà anche ai fondi aperti, solo ritardata di qualche tempo.
Resta il fatto che questo strumento permette di avere liquidità in tempi relativamente brevi. Secondo Fabio Ortolani, presidente di Fonchim, “di solito in due o tre mesi si evade la richiesta”. Ma quali sono in media gli importi erogati? “E’ impossibile dirlo, perché dipende da quanti contributi ha versato l’iscritto fino al momento della domanda. Si tratta di qualche decina di migliaia di euro – aggiunge il presidente -. Senz’altro, quando gli iscritti decidono di affrontare questo passo lo sfruttano appieno e quasi sempre chiedono tutto il 75% disponibile”.
L’anticipazione del Tfr, da sola, può agevolmente coprire una ristrutturazione. Difficilmente, invece, basta per garantire un acquisto. “Generalmente è uno strumento che si usa a integrazione del mutuo”, che viene concesso per quote sempre più piccole del valore della casa: servono quindi più contanti. È pur vero che i fondi non possono opporsi alle richieste, ma naturalmente non “tifano” per una continua uscita di denaro. Al punto che, nel settore, alcuni vorrebbero stabilire l’obbligo, per iscritto, di reintegrare almeno parzialmente i contributi prelevati.
Insomma, bisogna essere consapevoli che, in molti casi, chiedere una quota consistente di anticipazione equivale a pregiudicare la prestazione previdenziale futura. Tuttavia, molti di quelli che ricorrono all’anticipazione sono soddisfatti perché, almeno su quell’importo, non dovranno preoccuparsi di restituire gli interessi alla banca.
AGEVOLATA L’ABITAZIONE PRINCIPALE
La possibilità di anticipazione su quanto accumulato, è riservata soltanto a chi è iscritto al fondo da almeno 8 anni. La Covip ha chiarito che fa fede la data di iscrizione, non l’effettiva contribuzione. Quindi se ci sono state pause nei versamenti, queste non pregiudicano la richiesta. I beneficiari possono essere l’iscritto oppure uno dei suoi figli e la domanda va spedita non oltre 18 mesi dalla data in cui l’iscritto ha sostenuto la spesa (ma i singoli fondi possono definire scadenze anche più brevi). Nel caso dell’acquisto, bisognerà allegare alla domanda una copia del rogito. Se questo non è ancora disponibile, è sufficiente, per far partire la pratica, anche il compromesso. Ma successivamente è necessario produrre l’atto notarile.
In caso di ristrutturazione, invece, servono le fatture, i documenti che attestino se si tratta di lavori straordinari od ordinari. In entrambi i casi, se il beneficiario è il figlio, serve anche lo stato di famiglia. Uno dei requisiti essenziali è che si tratti della prima casa. L’anticipazione non si usa solo per comprare un immobile esistente, ma anche se questo è in costruzione. Ed è valida anche per l’acquisto tramite cooperativa. L’abitazione, inoltre, può trovarsi anche all’estero, a patto di dimostrare che quello è il luogo in cui il beneficiario ha effettivamente la residenza.
Infine, a livello territoriale, è in vigore un’agevolazione per i residenti nelle zone terremotate di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo. Fino al 22 maggio 2015, salvo proroghe, potranno chiedere anticipazione senza bisogno degli 8 anni di iscrizione a una forma pensionistica complementare. E pagheranno l’aliquota agevolata (tra il 15% e il 9%) al posto del 23 per cento.

NOTA: I dati sono tratti da “Il Sole 24 ORE” di Giovedì 30 Gennaio 2014.

giovedì 9 gennaio 2014

CONDOMINI. BONUS SULLE PARTI COMUNI (AGEVOLAZIONI PROROGATE AL 2014)


Le agevolazioni per il risparmio energetico valgono fino al 30 Giugno 2014.
Per i condomini la proroga dal 1° luglio 2013 al 30 giugno 2014 della detrazione del 55%, aumentata per questo periodo al 65%, è possibile se gli interventi sul risparmio energetico riguarderanno parti comuni condominiali ovvero “tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio”.

In quest’ultimo caso, però, tutti i pagamenti dovranno essere effettuati, dai proprietari persone fisiche, nel periodo agevolato, con il rischio che se, a fine giugno 2014, ne mancherà anche solo uno, tutti gli altri condòmini non potranno beneficiare della detrazione del 65% della spesa, dopo averla già pagata.

IL DUBBIO: Andrà chiarito se il beneficio di sei mesi in più spetta alle opere che coinvolgono gli alloggi.
L’ECCEZIONE: Lo sconto del 65% non comprende gli impianti a pompa di calore.

Il decreto legge approvato venerdì dal Consiglio dei ministri prevede la proroga dal 1° luglio 2013 al 31 dicembre 2013 della detrazione Irpef ed Ires del 55% sugli interventi per il risparmio energetico degli edifici (tranne che per gli “impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia” ovvero per gli “scaldacqua a pompa di calore”).

LA RELAZIONE TECNICA: Sui conti dello Stato l’effetto prodotto dagli incentivi è positivo per l’anno in corso, a causa dell’incremento di Iva, Irpef, Irap e Ires prodotto dai lavori, mentre l’effetto negativo partirà dal 2014 e toccherà la punta massima nel 2015. nel primo semestre 2014, infatti, l’agevolazione del 65% si applicherà ancora ai lavori realizzati dai condomini.
Per il “bonus mobili” del 50%, con tetto di spesa agevolabile di 10mila euro e uno sgravio massimo di 50mila euro, il beneficio sui conti pubblici è di 8,2 milioni nel 2013, mentre nel 2014 diventa negativo a -42,3 milioni, nel 2015 al -41,7 milioni, dal 2016 al 2023 a -35,2 milioni.

NOTA: I testi sono tratti dal quotidiano “Il Sole 24 Ore” di Mercoledì 5 Giugno 2013.

SICILIA. LE ORIGINI: IL PERIODO PALEOLITICO E NEOLITICO (parte prima)

PERIODO PALEOLITICO – La particolare posizione geografica dell’isola di Sicilia, posta al centro del mare Mediterraneo, per millenni ha rappresentato il punto d’incontro e, talora, di scontro delle principali civiltà di questo bacino.
Ogni pietra, ogni anfratto, ogni grotta mostrano i segni definiti della presenza di culture diverse, di cui non tutto, al momento, appare chiaramente decifrabile. Basterebbe, però, che l’interesse verso il passato assumesse i toni e i caratteri della ricerca scientifica oculata e programmata, perché nuove sensazionali scoperte venissero alla luce per confermare che questa incantevole terra, ove le stagioni s’alternano senza i rigorosi loro tipici sussulti, è stata elevata a dimora dell’uomo sin dalla sua iniziale apparizione sul nostro pianeta.
La ricerca archeologica, qui, più che un’opera sistematica di valenti studiosi, è stata spesso frutto d’iniziative individuali, i cui risultati sono serviti raramente a squarciare le ombre che ancora oggi avvolgono il passato remoto di questa splendida terra.
Di certo, dovette trovarsi sito l’Uomo di Neanderthal, la cui presenza, tra il 250.000 a. C. ed il 35.000 a. C., è rilevata in quasi tutti i paesi europei ed in Asia occidentale e centrale.
Il periodo intorno al 35.000 a. C. non va inteso come quello in cui cessa la sua esistenza l’Uomo di Neanderthal per lasciare il posto all’Homo sapiens, ma l’epoca più o meno approssimativa in cui si ha la progressiva e definitiva supremazia dell’uomo moderno su tutte le precedenti specie.
Il materiale archeologico preistorico rinvenuto nelle diverse ricognizioni fatte sul suolo isolano, che hanno avuto inizio nel 1713 ad opera di padre Capuani, non è sufficientemente apprezzabile per il numero di pezzi ritrovati, ma è pur sufficiente a stabilire che la Sicilia fu abitata dai progenitori dell’Homo sapiens, in epoca databile attorno al milione di anni fa.
Conforta questa ipotesi, infatti, il ritrovamento ad una profondità di circa 25 m., presso Termini Imerese, comune della provincia di Palermo, di “strumenti quarzitici a scheggiatura bifacciale”, tipici dell’Homo habilis abbevilliano. Altre presenze dell’uomo o dei suoi lontani ascendenti nell’isola di Sicilia, durante il paleolitico inferiore, sono segnalate dalle scoperte fatte da M. Bianchini nella Valle dei Platani, presso Rocca di Vruaro, di armi in pietra a forma di mandorla (amigdala) e sui terrazzi fluviali del Dittaino e del Simeto.
A questi interessanti ritrovamenti vanno assommati i più recenti, fatti da M. Meli, nel 1961, a Giancaniglia (Termini Imerese) e da E. De Miro, nel 1968, presso Eraclea Minoa (Agrigento), di manufatti rozzamente lavorati, riferibili con certezza al paleolitico inferiore.
Lo sviluppo della civiltà isolana del paleolitico inferiore sembrerebbe procedere di pari passo con quello della prospiciente costa tunisina, per cui potrebbe avanzarsi l’ipotesi di uno scambio, anche lento, date le distanze, delle due civiltà.
Ciò farebbe pensare, almeno durante il paleolitico inferiore, ad un collegamento terrestre tra la Sicilia e la costa africana. Avvalorerebbero questa ipotesi le caratteristiche similari del paesaggio paleolitico della fauna e della flora delle due opposte coste mediterranee. Infatti, mentre nella restante Europa in quest’epoca scompare del tutto l’elephas mnaidriensis, esso continua a vivere indisturbato sia in Sicilia sia nei territori nord-africani, come a significare un eguale comune denominatore ambientale, dovuto ad agevoli o, per lo meno, possibili collegamenti terrestri. Al tempo, ogni altra via di comunicazione era preclusa sia all’uomo sia agli animali.
Le testimonianze archeologiche riferentisi al paleolitico inferiore, anche se di numero limitato, sono più che sufficienti a giustificare l’ipotesi della presenza dell’uomo in Sicilia in questo periodo. Vengono, quindi, superate antiche affermazioni che l’Isola fosse abitata a partire dal paleolitico superiore, del quale, qui, come altrove, più consistenti sono i segni tangibili del passaggio dell’uomo.
Non c’è grotta isolana che sia priva di elementi identificatori della civiltà del tardo paleolitico, la quale assume, soprattutto nelle grotte di Levanzo (isole Egadi - nella foto "la Grotta del Genovese"), i caratteri tipici di quella cultura, definibili in ogni loro fase di sviluppo. In questa fase della Preistoria la maggior parte della fauna è costituita da cavalli, buoi, cervi, stambecchi, pesci, tutte figure scolpite nelle pareti delle grotte delle Egadi.
Le figure talora tozze, tal’altra raffinate, tal’altra ancora stilizzate, incise o dipinte (uomo stilizzato nella Grotta del Pozzo a Favignana, come se l’autore volesse lasciare un segno riconoscibile della sua arte, testimoniano il bisogno figurativo, presente nell’uomo sin dalla fase più antica della sua esistenza.
Tra tutte le grotte risplende per avanzato senso estetico e critico la Grotta del Genovese a Levanzo, ove, tra l’altro, i graffiti di un bos primigenus, incisi con bulini di selce sulla nuda roccia, e la pittura di una cerbiatta mostrano un bisogno di comunicazione e di cultura abbastanza elevato dello sconosciuto artista. Nella stessa grotta, ma di origine sicuramente più recente, neolitico-età del bronzo, sono rappresentati animali domestici, tonni e donne in catene. Anche lungo le numerose grotte del litorale trapanese, un tempo collegato con le prospicienti isole aegusee, è stato rinvenuto interessante materiale attribuibile al paleolitico superiore e databile attorno al 10000 a. C.
I reperti più diffusi di questa zona sono rappresentati da frammenti di ossa, selci, conchiglie (una delle prime monete di scambio), ceneri, carboni, raschiatoi, punte di ossidiana, lame litiche grezze e lavorate, bulini di varia natura, ossi di cervi, asini, bovini, canidi, cinghiali, e una zampa di elefante ritrovata dal marchese Della Rosa nella Grotta Emiliana in località Bonagia (Valderice).
Spesso questi segni tangibili del paleolitico superiore si accompagnano a pitture, incisioni sulla nuda roccia, o lettere, croci, piccoli sacelli, tombe riferibili a civiltà posteriori, come quella punica, greca, romana, primo-cristiana, araba e spagnola.
La presenza di culture diverse stanziate in epoche successive alle stesse grotte affermerebbe l’uso abitativo millenario delle caverne, continuato fino all’evo moderno. A questi importanti e rilevanti ritrovamenti compiuti lungo tutta la costa trapanese vanno aggiunti gli altrettanto numerosi ritrovamenti di materiale similare, portato alla luce su tutto il territorio isolano.
A qualche chilometro dall’aeroporto di Punta Raisi, proprio alle pendici della Montagna Longa, in ricognizioni successive, iniziate sin dal 1869 dal Gemellaro e proseguite , ai giorni nostri, dal Mannino, sono stati ritrovati scheletri di elefanti, di bos primigenus, di bison priscus, di cavalli, di ippopotami, d’uccelli, rappresentazioni sulla nuda roccia di cerbiatti, cavalli, nonché oggetti d’uso comune, tra cui lamelle litiche e conchiglie. Materiale più o meno numeroso è rinvenibile anche in buona parte delle caverne dell’Addaura, attorno a Monte Pellegrino, la montagna sovrastante il capoluogo, e in tutte le restanti grotte del Palermitano, tra cui vanno ricordate, per copiosità del materiale rinvenuto, la Grotta di S. Ciro e la caverna di Monte Gallo. In epoche successive, non di rado, queste grotte litoranee furono utilizzate dai mercanti di Tiro, prima, e dai Cartaginesi, poi, come empori commerciali per i loro fiorenti traffici.
Ma non solo la Sicilia occidentale è ricca di presenze umane del Paleolitico superiore: anche la costa orientale, ove ben presto s’affaccerà la civiltà ellenica, conserva nelle sue cavità e fosse marine i segni dell’uomo paleolitico. Le grotte di questa parte di Sicilia risultano maggiormente interrate di quelle occidentali. Le operazioni di sterramento per strati hanno portato alla luce materiale vario di epoche susseguenti.
Di rilevante importanza è la scoperta di una punta litica, detta “a cran”, unico esemplare siculo, nella Grotta di S. Corrado, assieme a bulini e ad altro materiale litico, e di ceramica dipinta di epoca posteriore al paleolitico, assimilabile alla civiltà di Castelluccio (2100-1500 a. C.).
Proseguendo nello studio del paleolitico isolano, di notevole interesse appaiono i ritrovamenti fatti da P. Graziosi nella grotta messinese di S. Teodoro, ove furono rinvenuti negli strati superiori ossa di animali vari, mentre negli strati inferiori selci e quarziti, frammenti di ossa riferibili all’Homo sapiens, materiale litico vario ed uno scheletro umano in buona conservazione. Altre stazioni abitative di questo periodo, importanti ai fini della conoscenza del Paleolitico, sono quelle di Novara di Sicilia (Messina) e di Corruggi (Pachino).
Sebbene sia numerosa la presenza di manufatti dell’uomo del paleolitico in tutta l’Isola, mancano, eccezion fatta per lo scheletro della Grotta di S. Teodoro, rinvenimenti di altri resti umani. Questo è l’unico vero mistero che avvolge il Paleolitico siciliano in tutte le sue fasi di sviluppo.
NOTA: I testi sono tratti dal libro di Gaspare Scarcella “La Sicilia dalle origini al processo Andreotti” del 1997.
09 Gennaio 2014

martedì 23 novembre 2010

Giovani e Legalità. Al "Savio" di Messina si avvia il Progetto "Legalopolis"

Al via un Laboratorio di formazione per giovani e adulti (insegnanti, genitori e volontari). Finanziato nell'ambito del Bando di Progettazione sociale per il Sud, promosso dai tre Centri di Servizio per il Volontariato della Sicilia (Cesv, Cesvop e Csv Etneo) e dal Comitato di gestione della Regione Sicilia, il progetto “Legalopolis”, con il CePAS associazione capofila, comincia mercoledì 24 novembre, alle 16, nella sala riunione dei Salesiani, al “Savio” di Messina, sul tema “Scelte di legalità per costruire giustizia”, animato da Salvatore Rizzo (formatore del Centro Studi Ecosmed) e dalla consulente filosofica Lucrezia Piraino. Il tutto nell’ambito del primo modulo formativo, dal titolo “Giovani protagonisti di legalità”. Il CePAS (Centro Prima Accoglienza Salesiani Savio) di Messina è l’associazione capofila del progetto, che ha come partner la Scuola-Centro Giovanile “Savio”, il liceo artistico “Basile”, l‘Istituto tecnico “Jaci”, il liceo classico “Maurolico” e il liceo scientifico “Seguenza” di Messina.
“Il laboratorio nasce dall’idea che, oggi, la sfida che ci attende è quella di costruire insieme un percorso di educazione alla legalità che realizzi, attraverso l’elaborazione di norme di convivenza e di democrazia, quel patto sociale al quale ogni cittadino è chiamato a partecipare attivamente e criticamente”, sottolineano in un documento don Umberto Romeo, presidente del CePAS, Enza Sofo, responsabile della Formazione per il Centro, e don Enzo Schilirò, direttore del “Savio”. “Ritenendo – continua il documento – l’istituzione scolastica protagonista nella formulazione e nella diffusione della cultura della legalità, cercheremo di realizzare un percorso dove gli Attori siano da un lato la Scuola e dall’altra le Regole, intese come strumenti condivisi da tutti e indispensabili per una civile convivenza, nel segno dell’insegnamento di Luigi Ciotti, affinché studenti, genitori e insegnanti diventino custodi attivi delle regole fondamentali della nostra Carta Costituzionale”. “Solo così – continuano i promotori del progetto, sempre citando il presidente di Libera – si potrà comprendere che diritti e doveri devono portare a società più giuste, attraverso il principio della responsabilità, che diventa cemento fra generazioni e tutela degli interessi collettivi”.
I moduli formativi del progetto “Legalopolis” sono tre: il primo vede i giovani protagonisti di un laboratorio di scrittura creativa, con Guido Di Bella, “per costruire nuovi alfabeti culturali di legalità”; il secondo vede i giovani protagonisti con un laboratorio di recitazione, condotto da Cinzia Muscolino, per “narrare la legalità”; il terzo vede i giovani protagonisti di un “laboratorio per la costruzione di una rete”, con Alessandra Piccolo.
L’intero percorso sarà attivo su una piattaforma web, luogo di confronto e dialogo tra giovani, genitori e adulti, sul tema della legalità.
Preceduti e integrati da incontri di riflessione, i momenti formativi continueranno, sempre nella sala riunione del Savio di Messina, mercoledì 1 dicembre, alle 16, sul tema “L’impegno della società civile e l’impegno delle istituzioni” con Piero Campagna, fratello della martire di mafia Graziella Campagna, e Carmelo Gugliotta, Questore di Messina; “La Costituzione, le regole, la Giustizia” (15 dicembre) con Guido Lo Forte, procuratore capo della Repubblica di Messina, e Antonio Saitta, docente di Diritto costituzionale (Università di Messina); “Il ruolo dell’associazionismo nella costruzione della legalità” (25 gennaio) con Ivo Blandina, presidente della Confindustria di Messina, e Tano Grasso, fondatore della prima associazione antiracket siciliana.
Si svolgeranno anche momenti di “Incontri insieme”, con giovani e adulti, per vivere e dialogare situazioni di vita stimolati da film e da “pillole di Costituzione”.





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venerdì 5 novembre 2010

VI Corso base per volontari clown di corsia a Messina

L’Associazione di volontariato VIP ViviamoInPositivo Messina organizza il VI Corso base di formazione per volontari clown di corsia, dal 5 al 7 novembre, presso l’Istituto Collereale di Messina. Il corso in clown terapia – le iscrizioni sono terminate da pochi giorni - è destinato a volontari, insegnanti, educatori e a chiunque voglia mettersi in gioco. L’associazione Vip Messina, che ringrazia per la consueta ospitalità Monsignor Nino Caminiti, sabato 6 novembre, alle 16.30, sempre a Collereale, intratterrà gli ospiti della struttura con uno spettacolo.

L’associazione che cura la formazione è l'Associazione nazionale di Promozione Sociale "ViviamoInPositivo (VIP APS), prima Associazione del "gruppo VIP", nata a Torino nel 1997.VIP APS ha formato e forma tutti i volontari delle associazioni federate in VIP Italia Onlus. VIP APS si occupa istituzionalmente di Formazione in Clownterapia, Circo Sociale e Crescita Personale dal 1997.
VIP APS è promotore e fondatore della Federazione Vip Italia Onlusnata nel 2003, che collega le associazioni VIP in Italia con circa 4000 volontari presenti in più di 100 ospedali italiani. VIP APS è fondatore della Fondazione “Uniti per crescere insieme Onlus” (UCI), nata nel 2009. Le quote di partecipazione di questo corso contribuiscono a finanziare il progetto “Circostanza” (laboratori permanenti di Clownterapia e arti circensi rivolti a minori e adolescenti a rischio in carceri minorili, scuole, strada, per prevenzione e riduzione del danno di delinquenza, bullismo e dipendenza/spaccio di sostanze stupefacenti tra i minori).

Docente del Corso è clown Smilzo, che da anni collabora con VIP APS come formatore e come operatore per i Progetti, in particolare per il progetto “Circostanza” e per le missioni all’estero (Romania, ex Birmania..). Nato a Sassari, clown Smilzo si diletta nella giocoleria classica e negli spettacoli di piazza. Nel 2004 si trasferisce a Torino per frequentare la Scuola di Cirko Vertigo di Grugliasco dove si diploma nel 2006 come artista di circo contemporaneo.Frequenta corsi di teatro comico con Donati e Olesen, corso di giocoleria con Alan Blim (Katakomben - Berlino), corso di giocoleria contemporanea con Jay Gilligan (USA), clownerie con Leo Bassi (Spagna) e Pierre Byland (Svizzera).Nel 2006 inizia il lavoro sul personaggio "Nerd" ovvero, il secchione, lo sfigato; il primo appuntamento ufficiale con il mondo del circo contemporaneo è quello del giugno 2008, quando "sotto il vestito...un nerd" partecipa al concorso "Sul filo del circo" (Grugliasco - Torino). Da dicembre frequenta i laboratori Zelig Lab On The Road nella città di Piacenza.

Per informazioni e per partecipare al prossimo corso: rivolgersi a Clown Sasy, 348/9290252, o mail clownvipmessina@yahoo.it.

Corso base: Clownterapia
La Clownterapia dagli anni Novanta utilizza le tecniche del clown e del circo a favore di chi soffre un disagio fisico o psichico o sociale in corsia d'ospedale, in casa di riposo, con la disabilità, in carcere, ecc.
La Clownterapia può essere utilizzata da volontari, operatori sociali, insegnanti, personale medico e paramedico, educatori, ecc.
Le aree in cui la Clownterapia può essere utilizzata sono: ospedali, comunità, scuole, carceri, etc.

Argomenti del corso
Coesione di gruppo, fiducia, sintonia, tecniche di comicoterapia, mimodanza, il personaggio-clown, tecniche del clown, il circo immaginario, le gag clown, igiene e comportamento in ospedale, il clown nel sociale: la pedagogia delle arti circensi e in particolare l'uso del clown.
Finalità:
Acquisire lo spirito clown nella vita quotidiana. Applicare le tecniche della clownterapia in situazioni di disagio (volontariato, socialità, amicizie, famiglia, lavoro)
Adatto a:
* volontari* operatori sociali* animatori* insegnanti* educatori* Chiunque voglia divertirsi e mettersi in gioco




lunedì 20 settembre 2010

ROCCALUMERA. Presentato lo studio di fattibilità di un "Ponte Strallato"



COMUNICATO STAMPA
Conferenza stampa, oggi 20.9.2010, a Roccalumera, nell'aula consiliare, dei Sindaci di Roccalumera, Gianni MIASI, di Furci Siculo, dott. Bruno Parisi, dell'assessore provinciale ai Lavori Pubblci, dott. Lino MONEA, e dei tecinci comunali di Roccalumera e Furci Siculo, ing. Giovanni BRIGUGLIO ed architetto Claudio CRISAFULLI, per la preserntzione dello studio di fattibilità dell'attraversamento stabile sul torrente pagliara tra i comuni di Roccalumera e Furci Siculo.
La Provincia Regionale, in persona dell'assessore MONEA; ha manifestato ampia disponibilità a partecipare alla progettazione dell'opera fornendo tutto il supporto tecnico ed organizzativo necessario.
Il Sindaco di Furci Siculo, dott.Parisi, ha sottolineato come la volontà delle amministrazioni comunali sia quella di procedere speditamente alla realizzazione di un ponte stabile , ed in condizioni di assoluta sicurezza, tra Furci e Roccalumera al fine di eliminare quella che, in ogni modo, rappresenta uan anomalia strutturale che non può essere mantenuta indefinitamente.
Il Sindaco di Roccalumera, Gianni MIASI; ha manifestato l'intenione di convocare al più presto una conferenza di servizio tra i comuni di Roccalumera, Furci Siculo, la Provincia Regionale ed il Genio Civile, al fine di redigere il progetto del ponte con il concorso, tecnico e politico, di tutte le amministrazioni degli enti interessati.
Nessuno, afferma Miasi, vuole mettere in dubbio le buone ragioni del Genio Civile che intende demolire una opera che, comunque,trappresnta un ostacolo al libero deflusso delle acque torrentizie.
E' pur vero che la passerella sul torrente è stata realizzata in modo a offrire il minimo ostacolo alle acque, ma è altrtettanto vero che il manufatto non può restare oltre per un tempo indefinito.
L'occasione della progettazione, e , ancora di più, la vicinnza e lo spirito di collaborazione tra istituzioni che in questa occasiobne prende corpo, rappresenta, finalmente, un modo concreto di affrontare i roblemi del territorio senza perdersi in inutili polemiche e diatribe che non aiutano e servono solanmente a lscviare le cose come stanno.
In conclusione i Sindaci di Roccalumera e Furci hanno auspicato che, a fronte dell'avvio concreto della progettazione, il Genio Ciivle sospenda l'iter di demolizione assumendosi , essi sindaci, l'onere di chiudere dal 1.10. al 35 maggio la passerella al trafnsito veicolare per ragioni di sicurezza.

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lunedì 12 luglio 2010

ROCCALUMERA - Completati i lavori per il ripristino del "Centro Sportivo Polivalente Comunale"















ROCCALUMERA - (12-07-2010) - Un'opera necessaria a tutta la collettività. Ormai in fase di ultimazione i Lavori per il ripristino del "Centro Sportivo Polivalente del Comune di Roccalumera". Interessate altre parti (impiantistiche e di interni), di cui vi relazioneremo più avanti... ad essere totalmente "ricostruiti", sono stati il manto di calpestìo del Campo di calcetto ed uno dei due Campi da tennis. Altri interventi hanno riguardato la sostituzione di parti di rete metallica di recinzione e relativa tiranteria in acciaio e voliera (quest'ultima per impedire che il pallone "voli" via dal campo di calcetto durante le partite), nonchè installazione dei sedili ergonomici in plastica dove prima non vi era altro che una scalinata in cemento, ciò anche all'interno del Palatenda. Ottimo e tempestivo il lavoro della ditta Ispoto Antonio, la quale ha impiegato materiali di avanguardia. Della progettazione (assieme all'Ing. Francesco Caminiti), nonchè della direzione dei lavori si è occupato il geom. BonarRIGO, il quale ha seguito personalmente tutte le fasi, anche le più banali quali ad es... il ripristino dei ferri ammalorati dei solai e il reintonaco e ripitturazione di taluni edifici in muratura e parti in ferro.
A breve, la struttura verrà messa a disposizione degli sportivi tutti che ne vorranno fruire.
Di segiuto, riportiamo due foto, che si riferiscono al PRIMA e al DOPO del Campo di calcetto e del Campo da tennis adiacente.
Giovanni geom.BonarRIGO





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