mercoledì 25 febbraio 2009

Il teatro secondo Giacobbe (il critico)



Mi trovavo lì anch'io quella sera del 7 Febbraio all'Auditorium di Nizza. Tale signor Giacobbe, critico teatrale che tutto dice di sapere e che tanto quella sera mi ha ricordato (anche lui?) Maria Antonietta d'Austria... (cosa disse la regina lo sapete gia... ), ci ha raccontato quella sera di un teatro (ed artisti) di altissimo livello che lui avrebbe ammirato in tutte le sue sfaccettature ed in giro per l'Europa, (se non addirittura per il Mondo intero). Arrogante nel modo di fare, (leggi sopra), proponeva ad ognuno di alzare il sedere dalla sedia e cercare il teatro lontano, il bel teatro che (secondo lui), in questi paeselli nemmeno esiste. Infatti, Carlo Barbera ha dovuto alzare la mano e fargli presente che, (teatralmente parlando, si dice così?) lui esiste da ventidue anni. Giacobbe, poi, facendo riferimento ad una commedia vista al teatro Val D'Agrò, affermò: "poco dopo l'inizio, ho dovuto far finta di sentirmi male... per andar via!" Snob! Ma non è di lui che volevo parlarvi.

Il Teatro, che in questi anni, nei nostri paesi è stato identificato con le colorate figure di: Vittorio Bruno, poi dalla simpatica "maschera" (in cui convivono cultura, storia e comicità), di Carlo Barbera, ma anche di Enrichetto e di altri minori artisti "fai da te"... è stato considerato, a mio modesto avviso, un diversivo... non una costante per le masse. E' vero, conosco anch'io gruppetti di mature persone che "cercano" il teatro, si abbonavano alla stagione del Val D'Agrò e lo fanno tutt'oggi a Messina, o al "Massimo" di Catania o addirittura a Palermo. E non è poco, credetemi.

Debbo tornare a parlarvi di quella sera, incontro che si poneva il quesito: DOVE VA IL TEATRO? E' vero, un signore anziano che non starò quì a indagare chi fosse realmente, e quanto masticasse di cultura teatrale, intervenne affermando che per il "teatro di base", (credo intendesse quello che fa ridere con le battute "spizzùsi"), interessa buona parte della gente, (aggiungerei io, se non ha altro di meglio da fare), ma... per il teatro colto... ci vorrebbe (parole sue) una inizializzazione. La parola "inizializzazione" ha fatto andare su tutte le furie l'"erudito" sig. Giacobbe, che come un novello Sgarbi "de nojartri" ha più volte tentato di togliergli la parola. In quell'istante, io, ho solo detto: sono daccordo con questa persona! Così ho indignato anche il suo compagno di scrivania, il bravo Prof. Cavarra. In effetti, ho fatto male a dire ciò. Avrei dovuto precisare e prendere le distanze da qualunque altra affermazione in merito. Infatti, se per Teatro Colto, intendiamo ad es. "Sogno di una notte di mezza estate" di William Shakespeare, (caro Giacobbe), a qualcuno, dico qualcuno, verrà pure da fare qualche sbadiglio. Mica perchè non sia interessante, ma perchè esso coglie una divesa area del cervello, che si illumina solo se la si è allenata con i libri o semplicemente con l'nclinazione naturale. Perfino il teatro di Caspanello (che fortunatamente, l'"erudito" conosceva), non è per tutti. "Mari", rappresentazione data in replica recentemente a Mandanici, (opera dialettale di grande successo in Europa e più volte premiata, tradotta fra l'altro anche in francese), ha riscosso in quella occasione unanimi applausi. Ma, uscendo dalla ex chiesa, un colto signore mi ha detto: bella opera... ma non è per tutti. Grandi musicisti del passato, parlo di fenomeni come Wolfgang Amadeus Mozart, infatti, composero opere di grande livello per il loro ego, e... opere orecchiabili per guadagnarsi la pagnotta ai concerti.

Mi dicono, che a Palermo il teatro è unanimemente molto apprezzato. Di Catania, ne dice bene il regista Nello Calabrò. A Nizza, l'attuale sindaco ci crede. Però... non si può negare che da zona a zona esistano usanze e culture diametralmente opposte. Perfino il cinema, quello dei Colossal, dei film storici che duravano tre ore e più, adesso segna il passo a favore dei "Film Panettone" di Vanzina. La gente, (non tutta, ma in buona parte), vuole relax, vuole scacciare i brutti pensieri, vuole sorridere e ridere andandosi a sedere davanti ad uno schermo o ad un proscenio. Gliene vogliamo fare una colpa? Io direi di no. Certo, se il Val D'Agrò non avesse chiuso i battenti, forse...
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NOTA: dopo il dibattito di cui sopra, (nello stesso teatro), si è svolta una rappresentazione tatrale di un certo livello. Più volte ho volto lo sguardo verso il signor Giacobbe, seduto in platea (a due metri da me), lo sapete che faceva? Dormiva!
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mercoledì 18 febbraio 2009

Dal quotidiano di Kenilworth (Inghilterra)


A due passi da Coventry.

Nella foto sopra: un pagina vecchia più di un paio di anni, ma una pagina vera. Ecco come veniva anticipata la visita della delegazione di Roccalumera a Kenilworth, (quest'ultima, città di residenza di un emigrante dal nome di Gino Bonarrigo, che ha trasmesso agli inglesi il suo entusiasmo e la sua voglia di unire le due etnie), il servizio parla (potete leggere voi stessi), di "new twinning friendship", ed in contemporanea di una visita di una delegazione di Karlskoga, (Svezia) e di un gruppo proveniente dalla città di Eppstein (Germania). Nell'articolo si parla anche di un gruppo che sarebbe venuto qualche giorno dopo, gruppo proveniente dalla Francia, esattamente da Bourg la Reine (gemellato con Kenilworth dal lontano 1982). Roccalumera, in realtà, non ha ancora messo nero su bianco per formalizzare questo gemellaggio che ci permetterebbe di allargare i nostri orizzonti commerciali, culturali e (perchè no), linguistici. Il sottoscritto, considerando leggittimo il perido di assestamento della confermata maggioranza Miasi, considerando altresì le molteplici problematiche create dalle ultime mareggiate anche a Roccalumera, e quant'altro anche non a mia conoscenza, posso, fiducioso sperare, che non si accantonerà una tale opportunità.
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I gemellaggi, lo voglio dire (o ribadire), sono delle opportunità molto serie, ma lo sono qualora vengano adeguatamente "coltivati" (consentitemi questo termine preso in prestito dal'agricolura) attivamente, e non, delle scampagnate... e finisce tutto lì. Proprio in un periodo di crisi mondiale come questo, (periodo che non si estinguerà certamente nell'arco dell'anno in corso), non bisogna abbassare la guardia e darsi per vinti, dicendosi "c'è di peggio... stiamo fermi così", è necessario, invece, munirsi di tutti quegli strumenti che il Marketing moderno esige per "aggredire" le potenzialità turistiche ed affaristiche di quell'Europa tanto menzionata, ed infondo... tanto lontana dalla nostra mente e dalle nostre convinzioni.

P.S. Ho cliccato sul sito di Kenilwort, http://www.kenilworthweeklynews.co.uk/ e vi ho trovato lo stesso servizio di cui vi parlo. Sul sito, la cittadina di Roccalumera è rappresentata dalla TORRE SARACENA.
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Articolo pubblicato anche su JoniaLife.it (guarda)

lunedì 16 febbraio 2009

Turismo, coglierò ogni futura opportunità per lanciarlo!

Sebbene la replica di Sergio mastroeni non mi avesse del tutto soddisfatto, in quella sede avevo preferito di soprassedere, evitando di dilungarmi con una sterile polemica che stava per diventare una telenovela, senza un'ultima (risolutiva e a lieto fine) puntata. Senonchè, ripetutamente ricevo delle provocazioni alle quali non posso esimermi dal rispondere:
Caro Francesco il provocatore, per il turismo a Roccalumera, viste le mie scarse finanze (le mie si) e altrettanto limitate amicizie politiche, in questi anni andati io ho fatto ben poco. Forse sarebbe meglio dire nulla. TRANNE collaborare con l'Avvocato Fleres nel 1996 per la "Cinquecento Miglia" a Roccalumera (gara di regolarità per auto storiche), ho realizzato dei modesti modelli del programma... TRANNE realizzare (gratuitamente) il bozzetto per l'annullo postale (primo a Roccalumera) per il Centenario della fondazione dell'Istituto "Suore Cappuccine del Sacro Cuore" (16 Maggio 1997), TRANNE realizzare un sito sulla mia pittura, che manco a dirlo ritrae in primis Roccalumera, la Torre Saracena e la Filanda in tutte le sue sfaccettature, TRANNE raccontare su giornali jonici (vedi JoniaNews), lo stato di avanzamento del costruendo albergo e della inauguranda (consentitami il termine) Filanda, TRANNE che elogiare l'operato dell'attuale amministrazione Miasi su Jonionotizie, lì dove gli interventi (all'avviso di molti) si sono rivelati utili alla collettività... io non ho fatto niente.
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E veniamo alla Torre Saracena, (ancora lei). Se non fosse stato per i fratelli mastroeni, magari non sarebbe nemmeno stata ripulita al suo interno, (mi sembra di evar elencato già, gli interventi e di non averli taciuti), e non nego neanche quanto dichiarato da Sergio Mastroeni a riguardo delle tante sue iniziative in giro per l'Europa, ma, il punto è: La Torre, è un optional del turismo a Roccalumera? oppure è piuttosto "il" MONUMENTO PRINCIPE e unico che la rappresenta, come ad es. Pisa viene rappresentata dalla "Torre pendente" o Roma dal "Colosseo"? Questo volevo dire! Se qualcosa mi ha trasmesso un attestato sul turismo (conseguito presso il CUFTI di Taormina), è che un "Itinerario Castelli" è alla nostra portata in riviera jonica ed in Sicilia. Per troppo tempo è stata trascurata la risorsa turismo, non solo a Roccalumera, fondando giustamente le speranze delle nostre nostre famiglie sulla pesca e sull'agrumicoltura. Adesso che quelle risorse (per motivi che non sto ad esaminare) non danno più il sostentamento che davano un tempo, adesso che la crisi sta aggravando le condizioni economiche e salutari delle nostre famiglie, BISOGNA aggrapparsi con tutte le nostre forze al TURISMO quale "risorsa globale". Invece, il turismo promosso dai fratelli mastroeni è ancora un timido e (direi) circoscritto esempio del quale pochissimi cittadini possono usufruire, gestendone ed ottenendone profitto dal suo indotto. BISOGNA guardare avanti, oltre la crisi, con l'aiuto, non solo dell'amministrazione Miasi, ma anche dell'Unione dei Comuni, di "quei quattro" che stanno remando da soli, della Provincia e della Regione Sicilia. Non è possibile, infatti, che una piccola frana stia mettendo in ginocchio un'intera riviera e che a breve non se ne possa (nonostante le manifestazioni davanti alla Prefettura) trovare la soluzione che verrà solo dalla realizzazione di una "galleria paramassi". Roccalumera, la Torre è il FARO, il Turismo è una risorsa per tutti noi. La storia e la cultura siciliane, sono risorse mai veramente sfruttate. Anche io voglio fare di più per il mio paese e per la mia Terra, ma lo voglio fare viaggiando, confrontandomi con culture differenti, e non sedendomi su una seggiola. Certamente, coglierò ogni futura opportunità per farlo!
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sabato 7 febbraio 2009

Debora Gatti, fotografa la VITA

Curriculum Vitae

Mi chiamo Debora Gatti e sono nata il 15 Giugno 1978 a Genova, dove continuo a vivere.
Da 8 anni lavoro nel mondo della fotografia e sono stata travolta dalla voglia di mettermi in gioco e incominciare a fotografare tutto quello che attirava la mia attenzione.
Poi ho incominciato a riprendere Matrimoni, Battesimi e a realizzare Ritratti in studio.

Ho partecipato a diversi concorsi fotografici e partecipato ad alcune mostre in Piemonte e a Genova.
La passione per la fotografia mi permette di cogliere la sensibilità che ogni oggetto o persona trasmettono.
I soggetti che più fotografo e più mi attirano sono gli scorci di mare e tutti quei luoghi dove la natura avvolge con la sua freschezza e vitalità.

Il titolo dell'opera è "Sogno" :
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Grazie a un trompe d'oil trovato a casa di una sposa, sono riuscita ad immortalare il sogno di una futura sposa, ovvero un sogno d'amore.
I colori delicati del mare fanno da sfondo ad un giorno intriso di romanticismo, quello che ricerco nei giorni importanti come quello del Matrimonio.
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Il mio sito Internet è: http://www.deboragatti.it/
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venerdì 6 febbraio 2009

Torre Saracena, il "sacrificio" di Carlo Mastroeni











Pubblicata su jonionotizie.it

Cari Carlo e Sergio Mastroeni,
ho pensato di scrivere due righe (di congratulazioni e di incitamento) sul turismo a Roccalumera. Ciò, a proposito del Parco Quasimodo e della Torre (Saracena). Sono e sarò benevolo a proposito delle iniziative del Parco Quasimodo, che (nel bene o nel male), ha aggiunto richiamo turistico ed interesse per il nostro paese, ma sono certamente (ancora una volta) rammaricato del sottoutilizzo della Torre, la cui fruizione turistica è ancora oggi affidata ad un numero di telefono (sulla porta della stessa) e ad una mail sul Vostro sito.

La Torre, che è un monumento che certamente ci saluterà defunti, sopravvivendoci... ed è degna di ben altra fruizione. Dovrebbe essere aperta al pubblico, almeno tre giorni alla settimana, con un custode e Cicerone, che ne conosca il "percorso" storico-culturale.

Anche così, il solo monumento "Torre", non basterebbe ad offrire al turista un percorso completo ed esauriente, bisognerà collgarlo in rete, non solo con le altre realtà storiche e culturali di Roccalumera, ma dell'intero comprensorio jonico, financo Taormina, Agrigento, Siracusa... ma di questo (magari) parleremo in un altro momento.

Vorrei dare il mio contributo al paese di Roccalumera che tanto amo, e che vorrei vedere crescere in ogni prospettiva e settore.
Un caro saluto,
Giovanni BonarRIGO
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La risposta di Carlo (su jonionotizie)
Torre Saracena chiusa. La precisazione dell'Avv. Carlo Mastroeni.
05/02/2009 Carissimi Alberto e Giovanni, leggiamo sul sito l'interessantissima proposta di Giovanni Bonarrigo circa l'apertura della Torre Saracena. Come certamente tutti sanno la Torre è stata restaurata grazie all'impegno dei soci dell'Associazione Impegno Civile , nell'ambito di un progetto comunitario che ha previsto un contributo parziale della U.E. ai lavori di restauro . In poche parole non avendo partecipato alcun Ente Locale , nel 2001 abbiamo dovuto personalmente contribuire economicamente a cofinanziare i lavori .Solo così la Torre ha potuto essere restaurata e resa fruibile alla comunità , anche grazie alla grande disponibilità dei proprietari. Siamo ben felici se Giovanni riuscisse a trovare un modo per assicurare l'apertura della Torre Saracena al pubblico nelle modalità che Lui propone. In atto noi riusciamo, sulla base delle risorse umane ed economiche disponibili, ad assicurare la fruizione della Torre tramite prenotazione telefonica o via mail e/o fax , con la segreteria dl Parco che resta aperta per circa 11 ore al giorno. Su richiesta, chi è disponibile fa da cicerone alla Torre (generalmente Sergio Mastroeni o Mimmo Romeo). Si precisa che i nostri operatori sono volontari e non ricevono compensi. Siamo certi che per l'amore che Giovanni nutre per Roccalumera, potrà ben fare un periodo di formazione per comprendere la filosofia del Parco ed i percorsi che sono previsti (frutto di studi approfonditi) e successivamente, potrà affiancare gli altri volontari per assicurare l'apertura della Torre per i tre giorni settimanali , ma se ha tempo, anche tutti i giorni della settimana. Nessuno più di noi ne sarebbe felice e tutta la comunità roccalumerese gliene darebbe merito. Certi che Giovanni coglierà subito questa nostra disponibilità salutiamo cordialmente. Per il Club Amici di Quasimodo Carlo Mastroeni

La mia risposta:
Come molti sapranno, fin dalla nascita ho abitato per parecchi anni a venti metri dalla Torre (detta Saracena, ma che in realtà fu costruita per difendere la costa anche dai Saraceni). Noi tutti, io per primo, siamo debitori di riconoscenza nei confronti dei fratelli Mastroeni, i quali hanno avuto la sensibilità ad occuparsi dei restauri del piano terra della Torre. In effetti, è stata operata una pulitura delle pareti interne, è stato sostituito il pavimento, con delle piastrelle in cotto, (si dice) identiche per forma e materiale, a quelle poche rimaste dell'epoca. Annegato nel suddetto pavimento, è oggi un impianto elettrico e di illuminazione. Prima dei restauri, (sotto l'amministrazione Argiroffi), i Mastroeni ebbero la gestione della Torre (credo) per vent'anni e... unita a grande cerimonia e presentazione del sito, vi fu l'adesione al Parco letterario Salvatore Quasimodo di Modica (Ragusa). Il tutto, sarà costato parecchi milioni di vecchie lire.

Il mio attaccamento ai beni STORICI ed ARCHITETTONICI, invece risale a parecchi anni prima. Fu proprio il buon Maestro Carmelo Calabrò, a condurre la mia quinta classe elementare all'interno di tutta la Torre. Già allora, facemmo una ricerca approfondita, all'interno della quale, non solo c'è la storia del paese di Roccalumera, ma vi sono degli interessanti SEGRETI STORICI che non racconterò quì.

Quel giorno con i compagni di classe, salendo per una ripida scaletta in pietra, (da questa, all'epoca, venivano tirate giù delle sfere di ferro o di pietra... per difendersi dagli invasori), arrivammo fino al piano superiore, riccamente arredato, e dal quale ci si può affacciare grazie alle finestre a sesto acuto... attraversando mura larghe due metri. Salimmo su, fino al terrazzo dalle mura merlate, guardammo un panorama straordinario. Vidi da lassù il mio quartiere, che mi sembrò... un gioco della LEGO.

Al caro Carlo Mastroeni, io dico ancora grazie per la disponibilità, ma devo fare delle precisazioni: capisco che siamo in tempo di crisi, e che anche in tempi migliori, più di un "turismo fai da te" a Roccalumera e comprensorio jonico non si è saputo offrire, ma propormi di dedicarmi gratuitamente "financo l'intera settimana" all'apertura del piano terra della Torre, non è rispettoso dei miei impegni di non più ragazzino. Aggiungo, potrei girare tale proposta ad un giovane, a due giovani, ma... dopo un paio di giorni a non far niente, (perchè questo si ritroverebbero a fare), si stancherebbero e non verrebbero più.

Mi fa meraviglia, infatti, che un "cervello pensante" come quello di Carlo, voglia seriamente assimilare la fruizione del TEMPIO simbolo di Roccalumera... alla vendita delle patate al mercato. Mai ho visto (a parte qualche volantino in giro), pubblicità della Torre nelle aziende turistiche e nelle università che preparano i giovani ai BENI CULTURALI. Se non fosse stato per Alberto Santisi, che ha comunicato la recente visita di turisti stranieri e conseguente "passaggio dalla Torre... "o scuru jerumu, e 'o scuru ristaumu". Bella fu la visita del principe savoiardo, ma fugace come un amore di gioventù.

Maria Antonietta d'Austria, come molti sapranno, informata che la gente di Francia aveva fame, rispose: "Ebbene, che mangino le briosch". Proprio in un momento in cui la gente ha bisogno di lavoro per campare... l'avvocato Mastroeni ci offere di farlo... GRATIS! Contento lui!